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29 Nov Quando lo sbiancamento dei denti è sconsigliato

Con la primavera arrivano gli inviti ad eventi, feste e cerimonie. Così sempre più persone iniziano a pensare all’opportunità di uno sbiancamento dentale. Ci sono però situazioni in cui questo trattamento è sconsigliato.
Lo sbiancamento si effettua applicando sulla superficie esterna dei nostri denti, direttamente o con l’ausilio di mascherine, una sostanza che rilasciando ossigeno migliora a nostro favore l’aspetto dello smalto per un periodo più o meno lungo. Purtroppo questi prodotti non funzionano sulle otturazioni o sulle capsule  che potrebbero diventare più evidenti ottenendo una situazione estetica peggiore di quella iniziale. Questo vale anche in caso di macchie (come quelle dovute al fumo, al tè o ai caffè) che in nessun caso lo sbiancante è in grado di rimuovere.
Inoltre esistono situazioni nelle quali lo sbiancante entra in contatto con le terminazioni nervose del dente aumentandone la sensibilità  e provocando fastidi di vario genere. Ciò accade in presenza di carie nascostevecchie otturazioni che col tempo potrebbero aver perso il loro sigillo, abrasioni a livello del colletto o della superficie masticatoria del dente o recessioni della gengiva che scoprono porzioni suscettibili di radice.
Nella stragrande maggioranza dei casi la sintomatologia rientra sospendendo il trattamento. Ma se non vogliamo sprecare inutilmente tempo e denaro è opportuno svolgere una comune  visita di controllo dal vostro dentista prima di iniziare lo sbiancamento.