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17 Gen MI HANNO DEVITALIZZATO UN DENTE: DURERÁ DI MENO?

Che cos’è la devitalizzazione?
Il trattamento endodontico (detto in gergo “devitalizzazione”) è una terapia indicata in caso di compromissione della polpa dentaria, il “nocciolo” del dente che apporta vasi sanguigni e nervi al suo tessuto: a causa di carie profonde o per necessità protesiche, può essere necessario rimuovere la polpa compromessa e sostituirla con un’otturazione che non permetta ai batteri di colonizzare le strutture più profonde del dente.

Quindi, senza la polpa, il dente diventa una struttura inanimata?
Si potrebbe essere logicamente portati a pensare questo; in realtà, nonostante sia stata eliminata la polpa, il dente può ancora godere della presenza del legamento parodontale: questa struttura, che ha il compito di tenere ancorato il dente all’osso, provvede alla nutrizione del tessuto dentale rimasto tramite lo scambio di sostanze nutritive con l’ambiente che lo circonda.

Che cosa cambierà dopo la devitalizzazione?
La conseguenza più immediata per il paziente è la mancanza di sensibilità del dente al caldo e al freddo, in quanto con la polpa viene eliminata anche la capacità dello stesso di percepire le variazioni di temperatura; quello che rimarrà invariata invece è la percezione della presenza del dente stesso durante la masticazione, grazie ancora una volta al legamento parodontale.

Senza la polpa, il dente diventa più debole?
La resistenza dell’elemento dentale al carico masticatorio non dipende dalla presenza o meno della polpa, ma dalla quantità di tessuto sano rimanente: un dente che viene sottoposto a trattamento endodontico spesso ha perso già una certa quantità di struttura, e quindi può risultare più “fragile” di un dente intatto.
La sopravvivenza dei denti devitalizzati è però molto buona: statisticamente, più del 90% permane in bocca per 10 anni o più.

Quindi un dente devitalizzato deve essere trattato come un dente ancora vivo?
Esattamente, addirittura con più riguardo: un dente devitalizzato è già in uno stato di compromissione, e la presenza di carie o di malattie parodontali può intaccare oltremodo le sue capacità di sopravvivenza. Per questo diventa necessario prevenire la comparsa dei fattori di rischio che portano allo sviluppo di queste patologie.

Cosa posso fare per prolungare la vita del mio dente devitalizzato?
Vi sono alcuni trucchi che possono essere usati per aumentare la longevità di un elemento sottoposto a trattamento endodontico.
Il primo è a carico del dentista, il quale dovrà valutare con attenzione quanto dente sano rimane per poter consigliare al paziente il restauro più adatto a sopportare il carico masticatorio; nei denti anteriori (incisivi e canini) spesso è sufficiente una banale otturazione, mentre nei posteriori (molari e premolari) può essere necessario realizzare piccole protesi, intarsi o corone, per permettere al dente di non fratturarsi nel tempo. Il secondo dipende dal paziente, dalla sua volontà di mantenere una bocca pulita e di presentarsi ai richiami di igiene professionale; mantenere bassi i livelli di batteri “cattivi” nel cavo orale è l’arma vincente per prevenire il presentarsi della carie o della malattia parodontale. Anche l’utilizzo di alcuni farmaci e il tabagismo possono, alterando la qualità e la quantità della saliva, predisporre allo sviluppo di queste malattie; smettere di fumare non può che migliorare la prognosi della terapia.
Un ruolo attivo del paziente, in collaborazione con l’igienista dentale e col proprio dentista, è perciò fondamentale per il mantenimento del dente all’interno del proprio sorriso.

Dr. Giovanni Marzari ed Edoardo